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SEN. MARIA FORTUNA INCOSTANTE. XVI LEGISLATURA SENATO.
Vicepresidente della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)
Componente della Presidenza del Gruppo PD al Senato.
Segretaria d'Aula per il Gruppo PD del Senato.

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DAL SUD CON LE DONNE PER UN’ITALIA GIUSTA

RICORDO A TUTTE E TUTTI CHE DOMANI, 15 FEBBRAIO, ALLE ORE 17 ALLA STAZIONE MARITTIMA DI NAPOLI, SI SVOLGERA’ L’INIZIATIVA “DAL SUD CON LE DONNE PER UN’ITALIA GIUSTA” CON CAMUSSO, CAPACCHIONE, EPIFANI E AGOSTINI.

Parteciperanno all’incontro esponenti del mondo della cultura, dell’associazionismo, del lavoro e delle professioni.

In Italia nel 2011 le forze di lavoro potenziali sono costituite da poco più di 3 milioni di persone, composte in grande maggioranza da donne (60%) che risiedono per due terzi nelle regioni del Mezzogiorno (66%), per un quinto in quelle del Nord (20%) e per il restante 14% in quelle del Centro. Che dire ancora, se non: RISCRIVIAMO L'ITALIA

Colgo l’occasione per segnalare che oggi si svolge la mobilitazione mondiale “One Billion Rising, flash mob” contro la violenza sulle donne. La campagna lanciata da Eve Ensler - autrice de “I monologhi della vagina”, attivista e fondatrice del V-Day - che nel 15° anniversario del V-Day ha organizzato un “flash mob” planetario per fermare in ogni modo e con ogni mezzo non violento, ogni tipo di violenza contro le donne, le bambine e le ragazze del mondo. All’iniziativa hanno aderito attivisti, artisti, ministri, leader di movimenti sociali, membri del parlamento e migliaia di associazioni e organizzazioni di 160 paesi del mondo (da Amnesty International a Se Non Ora Quando?) con il supporto di testimoni come Robert Redford, Yoko Ono, Naomi Klein e Laura Pausini e con l’adesione di attivisti provenienti da 160 paesi. Il sito OneBillionRising.org è il fulcro organizzativo per la giornata mondiale della campagna. L'appuntamento nazionale è a Roma alla Casa internazionale delle donne, ma in tutte le maggiori città, donne e uomini saranno insieme con il braccio e il dito indice puntato al cielo, ballando “Break the Chain”.

Sottolineo l’importanza della questione riportando un breve brano del mio intervanto al Senato in occasione del dibattito sulla ratificazione della convenzione di Istambul.
” Abbiamo il dovere di intervenire per creare una rete di aiuto, che protegga la vittima prima e supporti la donna poi. Primo e fondamentale passaggio è la creazione obbligatoria di residenze protette nei comuni popolazione superiore a 50.000 abitanti, che costituiscano un luogo sicuro dove la donna in difficoltà possa fermarsi, temporaneamente, per mettere ordine nella sua vita soprattutto nel difficile periodo che segue la querela e il processo. Accanto a questi luoghi in cui si può stanziare per un periodo più o meno lungo, esiste la necessità di dar vita a sedi ugualmente protette ma destinate a gestire i casi di emergenza, che assicurino una permanenza breve, in attesa della collocazione semidefinitiva. Nella istituzione di entrambe le tipologie di residenze protette, un ruolo fondamentale è svolto dall’ente locale e in particolar modo dall’amministrazione comunale, primo soggetto con cui la vittima viene in contatto attraverso i servizi sociali territoriali o le Forze dell’ordine. In quest’ottica, in un mio disegno di legge sul tema propongo, tra l'altro, che le amministrazioni comunali considerino come titolo preferenziale per l’assegnazione degli alloggi l’esser stati vittima di violenza sessuale e che destinino beni confiscati alla creazione delle residenze protette. Sia a livello locale che nazionale è assolutamente necessario provvedere alla informazione, alla formazione scolastica e professionale di molte di queste donne, che dovranno poi inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro e il dar vita, al contempo, a programmi di prevenzione, assistenza e recupero psicoterapeutico delle vittime. Inoltre, sul modello della normativa spagnola, che ha recepito la necessità di trasferire in una legge organica gli impegni assunti attraverso la sottoscrizione delle convenzioni internazionali, indipendentemente dal risarcimento, ci si dovrà impegnare a garantire alla vittima di violenza di genere una serie di agevolazioni temporanee e motivate circa lo svolgimento delle sue attività lavorative anche relativamente a fenomeni di grave incompatibilità ambientali. Non sfugge che la maggior parte delle violenze viene consumata in famiglia e che pertanto i medici di famiglia e la scuola costituiscono ancora oggi il primo recettore di allarme. A tal uopo si auspica la formazione specifica degli insegnanti e dei medici di base. Bisogna far crescere la consapevolezza che il reato di genere è un reato gravissimo, riconosciuto a livello internazionale come violazione di un diritto umano; ritengo che, così come vengono riconosciuti nel nostro ordinamento fondi di solidarietà e di garanzia per le “ vittime delle richieste estorsive” (L. 44 del 23.02.99) e per “le vittime della strada” (L.990/69), si preveda di istituire un fondo di garanzia per le vittime di violenza sessuata, da integrare con i beni sequestrati al reo, con assicurazione con contributo statale, e con modalità simili a quelle già sperimentate per i suddetti fondi. Tale esigenza nasce dalla considerazione che il reato di violenza sessuata, lungi dall'essere meno importante dei danni derivanti da incidente stradale o da quelli derivanti da richieste estorsive, produce un danno sociale di rilevantissima entità, non solo alla vittima ma all'intera comunità.



 
18/12/13    [leggi]
REGOLAMENTO PER LE CANDIDATURE AL PARLAMENTO PER LE ELEZIONI POLITICHE
12/12/12    [leggi]
Ratificazione della convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza alle donne.